NAPOLI – Iniziano con le incursioni musicali  della Piccola Banda Urbana di Antonella Monetti e Ciro Riccardi, da mercoledì 17 maggio (il primo appuntamento è a Castellammare di Stabia – all’Istituto Comprensivo Luigi Denza, traversa Fondo D’orto, alle ore 18) le iniziative dedicate a Raffaele Viviani, programmate nell’ambito dei “Cantieri Viviani – Premio Viviani 2017” ideate da Giulio Baffi, promosse dalla Fondazione Campania dei Festival, organismo in house della Regione Campania presieduto da Luigi Grispello, e realizzate in collaborazione con il Comune di Castellammare di Stabia e Le Nuvole.

Per tutta la settimana, in vari luoghi simbolo di Napoli e di Castellammare di Stabia fino a martedì 23 maggio, la Piccola Banda Urbana presenterà “Devoti a Viviani” un  concerto itinerante che propone originali arrangiamenti dei brani di Raffaele Viviani in chiave bandistica e popolare, con fiati e percussioni e fisarmoniche, batterie e chitarre.  “Un camioncino addobbato – spigano Antonella Monetti e Ciro Riccardi  – come se fosse una piccola “cassa armonica”, ti arriva nella piazzetta, nel vicolo, mentre una piccola banda di dodici musicisti, già suona “La rumba degli scugnizzi”. L’obbiettivo è rinnovare l’ascolto della musica di questo grande protagonista della scena”.

In questa programmazione, che anticipa il Festival Viviani in programma al Parco delle Antiche Terme di Stabia tra il 24 ed il 28 maggio, si inserisce anche il primo appuntamento pubblico prodotto dal cantiere – laboratorio intitolato “Noi per Viviani” che accoglie domenica 21 maggio, alle ore 19 presso il Pontile di San Catello al porto di Castellammare di Stabia, il concerto FiorenzaCantaViviani, con Fiorenza Calogero (voce e tamburi), Marcello Vitale (chitarra battente), Carmine Terracciano (chitarra), Emidio Ausiello (tamburi a cornice) e la danzatrice Raffaella Vacca. Un percorso musicale che sviluppa partiture e  temi dell’opera del grande commediografo stabile, puntando soprattutto su argomenti, quali prostituzione, malavita, emarginazione, disoccupazione, già presenti nella produzione di Viviani e, purtroppo, tutt’oggi in essere. “Attraverso i brani più rappresentativi  di Viviani – sottolinea Fiorenza Calogero – conduciamo gli spettatori in quello straordinario universo che è Napoli, con i suoi tesori e il suo degrado, svelandone la sua poetica e talvolta cruda verità”. Ad ingresso gratuito. Info: 081 19560383 – info@cantieriviviani.itwww.cantieriviviani.it

ASPETTANDO IL FESTIVAL VIVIANI 2017

Devoti a Viviani

repertorio per Piccola Banda Urbana di Antonella Monetti e Ciro Riccardi

mercoledì 17 ore 18.00, Castellammare di Stabia – Istituto Comprensivo Luigi Denza

giovedì 18 ore 18.00, Napoli – Piazza Vanvitelli e Via Scarlatti

venerdì 19 ore 19.00, Napoli – Luongomare tra piazza Vittoria e Castel dell’Ovo

sabato 20 ore 10.00, Castellammare di Stabia, Rione San Marco

domenica 21 ore 11.00, Castellammare di Stabia, Lungomare Corso Garibaldi

martedì 23 ore 18.00, Castellammare di Stabia, Piazza Spartaco – via Roma

Noi per Viviani

FiorenzaCantaViviani  concerto di e con Fiorenza Calogero

domenica 21 ore 19, Castellammare di Stabia, Pontile di San Catello

schede

CANTIERE “DEVOTI A VIVIANI”

Repertorio per Piccola Banda Urbana di Ciro Riccardi e Antonella Monetti

In un’epoca in cui i suoni ci arrivano perlopiù compressi in file, in certi rioni popolari, la vivacità delle piccole bande devozionali che la domenica ti assordano nel vicolo, è l’unico brivido di musica diversa, affascinante. La banda e la strada sono da sempre connesse, e rappresentano nell’immaginario popolare la mescolanza delle musiche: marcette sinfoniche, rumbe, valzer o tarantelle, la banda le prende da lontano e le porta nel momento, nella strada che è il luogo della mescolanza per eccellenza. Proponiamo arrangiamenti dei brani di Viviani in chiave bandistica e popolare, con fiati e percussioni e fisarmoniche, batterie e chitarre, per rinnovare l’ascolto della musica dell’artista stabiese. Un camioncino addobbato come se fosse una piccola “cassa Armonica”, ti arriva nella piazzetta, nel vicolo, la banda già suona la rumba degli scugnizzi. Ci sono anche i cantanti, parte una canzone, poi un’altra, s’improvvisa un piccolo festival Viviani.

Partecipano: Adriano Falivene, mimo; Alexandre Cerdà, tuba; Antonino Anastasia, percussioni; Charles Ferris, tromba e trombone; Ciro Riccardi, tromba e arrangiamenti; Dolores Melodia, voce e fisarmonica; Ivan D’alessandro, fonica e trombone; Luigi Esposito, fisarmonica; Massimiliano Sacchi, clarinetto e sax baritono; Pietro Santangelo, sax soprano e tenore; Raffaele Giglio, voce e chitarra; Salvatore Rainone, batteria; scene e costumi Cyop&Kaf; drammaturgia e regia Antonella Monetti; arrangiamenti e direzione musicale Ciro Riccardi

FIORENZA CANTA VIVIANI

Fiorenza Calogero, voce e tamburi a cornice – Marcello Vitale, chitarra battente e direzione musicale – Carmine Terracciano, chitarra – Emidio Ausiello, tamburi a cornice –  Raffaella Vacca, danza.

“Tutte le verità sono di sangue”, ogni spettacolo di Fiorenza parte da questo assunto di Nietzsche. FiorenzaCantaViviani in particolare, nasce con l’intento di riportare all’attualità quelli che sono i temi principali dell’opera del grande commediografo stabiese: la prostituzione, la malavita, gli emarginati, la disoccupazione; fenomeni sociali tutt’oggi in essere. Il linguaggio musicale è tipico del popolo rappresentato nelle opere di Viviani: la tarantella nelle sue molteplici forme e la tammurriata. Il sound, inasprito da tammorre e chitarra battente, rievoca il gioioso clamore dei vicoli, la compianta lontananza di un marinaio, la folle disperazione degli zingari, l’orgoglio malinconico di Bambenella. Attraverso i brani più rappresentativi, Fiorenza conduce lo spettatore in quello straordinario universo che è Napoli, con i suoi tesori e il suo degrado, svelandone la sua poetica e talvolta cruda verità. Questo concerto, come direbbe lo stesso Viviani, è una “lotta che ci rende lottatori”. Una lotta quotidiana, che ogni giorno si è costretti a sostenere. Fu una lotta per Lui e lo è per noi, tutte le volte che rileggiamo i suoi capolavori.

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