NAPOLI – Antigone ribelle, Antigone dolente, Antigone eroica, Antigone martire, Antigone figlia, ma soprattutto Antigone sorella, che si oppone alle leggi della città in nome dei diritti sacri della famiglia e del sangue. Antigone da sempre è stata elevata a modello della ribellione individuale contro la sopraffazione dello stato e raramente, nel corso della sua storia post – sofoclea, ha potuto abbandonare questo ruolo.

In questa messa in scena, Antigone, rinnova il suo dolore e ci trascina in una nuova tragedia collettiva poiché trova sulla sua strada non il re di Tebe, ma un Creonte donna; donna di potere criminale, astuta, al servizio di un “sistema “ di cui lei stessa è vittima e carnefice allo stesso tempo. Lo scontro tra Antigone e Creonte assume il sapore di una sfida tra due donne, (è questa la particolarità e la novità assoluta della messa in scena, il ruolo di Creonte affidato ad una attrice che veste i panni di donna di potere), due modelli di vita, tra legalità ed illegalità, tra “chi ha detto SI” accettando compromessi e navigando in un mondo di azioni oscure e “chi invece può ancora dire No“ rivendicando la sua libertà ed il suo diritto di decidere. Se a richiedere il rispetto delle regole, della legge, è un Creonte dagli atteggiamenti e dal pensiero mafioso, il gesto della nostra Anti/gone assume il significato di ribellione civile, un contrasto al potere criminale e quindi un’azione legale che sovverte un meccanismo silenzioso di accettazione di regole illegali dettate da quel potere.

Quella tra Antigone e Creonte è una partita di morte, che la regia evidenzia maggiormente con la presenza come “immagine, desiderio” di Emone – fidanzato e figlio – elemento carnale di vita per Creonte/Madre e per Antigone/Futura Moglie . Emone rappresenta la vita per entrambe e la sua immagine evocata, la sua “assenza“ rafforza il desiderio e la voglia di vivere.

Non ci sono vincitori in questa sfida, una solitudine collettiva pervade la messa in scena e tra i perdenti, è Creonte, che ne esce maggiormente sconfitto poiché è il suo intero “ sistema criminale “ ad essere messo in discussione.

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