NAPOLI – Il Festival Cromatica 2017 si svolgerà a Napoli e l’Ente preposto per l’organizzazione di tale evento è stato designato nell’Associazione di Promozione Sociale i Ken O.N.L.U.S, di cui il coro corAcor – Napoli Rainbow Choir è il progetto musicale.

Cromatica Festival #SingDifferent nasce dall’esigenza dei cori LGBT* italiani di confrontarsi e di trovare modi e azioni comuni per le loro iniziative. I cori LGBT* sono formazioni corali di canto, sia a cappella che coadiuvati da strumenti musicali, composti da persone di ogni orientamento sessuale, che operano a favore dei diritti delle persone LGBT*. Tramite il canto corale, espressione universale di armonia e condivisione, i cori LGBT chiamano il pubblico e le istituzioni a una riflessione sull’importante tema dell’uguaglianza di diritti e doveri per tutte le persone, per una società più giusta, libera e felice.

I cori LGBT* sono libere associazioni di persone che, partendo dalla propria condizione personale, causa di persecuzione, stigma e  discriminazione quale genere, orientamento sessuale, identità di genere o di altre caratteristiche personali, hanno deciso di far sentire la loro voce contro ogni pregiudizio e discriminazione, uscendo dall’autoreferenzialità ed aprendosi al mondo attraverso la cultura musicale, la scrittura musicale ed il canto corale. Attraverso la “Cromatica”  facciamo vibrare le differenze per la rivendicazione dei pari diritti civili e umani per tutti e tutte, inserendo tale rivendicazione in quel movimento mondiale conosciuto con l’acronimo LGBT* (persone Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender e tutte le altre che si indicano con un neutro asterisco).

Il festival, kermesse non competitiva, che si realizzerà sul palco del Real Teatro San Carlo vedrà l’alternanza dei cori corAcor | Napoli Rainbow Choir – Napoli, Checcoro – Milano, Good News – Milano, Qoro – Torino, Roma Rainbow Choir – Roma e Stranivari – Terni.

Inserito nel circuito dei Grandi Festival Europei dei Cori LGBT, ed in partenariato con il GALA Choruses (associazione dei cori del nord America) Cromatica ambisce ad una grande visibilità e ad una grande partecipazione di pubblico sia nazionale che internazionale.

Il sostegno dell’Associazione dei cori LGBT Europei Legato e dell’Associazione dei Cori LGBT Nord-Americani, il supporto delle istituzioni pubbliche, quali la Regione Campania diversi enti locali, ambasciate di Paesi UE e extra UE, associazioni, garantiranno la riuscita di un grande spettacolo a vantaggio di una cultura di diritti e di armonico sviluppo sociale di grande visibilità, inclusione, gioia e diffusa sul territorio metropolitano

Per l’ouverture di Cromatica 2017, sulle note di “Era de maggio”, diretta dal M ° Giuseppe Mallozzi, interverrà l’Accademia L’Arte del Movimento di Maria Rosaria Vitolo, con una coreografia di Francesca Dell’Aria, danzata da : Claudia Curti, Anna De Rosa, Fabiola Falco, Giulia Porcelli.

Dichiarazioni Carlo Cremona, organizzatore Cromatica e direttore artistico

“La composizione artistica di questa manifestazione fonda la propria motivazione nel nesso tra formazione e rappresentazione.

La cultura musicale prima e quella teatrale moderna poi raccolgono moltissimo dalla città di Napoli e dall’immenso patrimonio culturale napoletano; è per questo che abbiamo voluto Napoli come sede nazionale del Festival dei Cori LGBT* (lesbica, gay, bisessuali, transgender e di persone che non si definiscono) nel 2017, perché la nostra città, ultima città a sud d’Europa in cui esiste un coro LGBT, è stata la prima a vedere nascere non solo quello che oggi chiamiamo Conservatorio Musicale, ma anche il primo teatro moderno, che noi consideriamo Antichità: il Teatro San Carlo.

Il percorso di rivendicazione sociale, attraverso il canto corale e la musica sceglie, quindi, un piano sociale, culturale e valoriale del tutto innovativo, in quanto si decide di coinvolgere gli attivisti per i diritti umani mediante una scrittura universale, una condivisa passione culturale, con la finalità della rappresentazione e dello spettacolo, che diventa esistenziale.

Attraverso lo spettacolo si crea una rappresentazione che costruisce non solo un orizzonte condiviso tra chi lo produce, chi coinvolge i contesti sociali in cui si realizza, creando reti sociali e relazioni culturali, ma fortifica i gruppi sociali emergenti e crea nuove prospettive per gli individui.

La ricerca di quest’anno si è focalizzata sui concetti di #bellezza e di #gentilezza. Per #bellezza non s’intende l’effimero riconoscimento di canoni estetici, normati e rigidi, ma una visione indissolubilmente legata alla gentilezza, che compone uno stile di vita naturalmente proteso all’accoglienza. Questi sono i naturali elementi, antidoti a ciò che di più brutto esiste al mondo e che conosciamo con il nome di #violenza.

Il contenitore di questa rappresentazione non poteva non essere, almeno nelle nostre ambizioni, il teatro di San Carlo, primo ente lirico al mondo, fondato a Napoli nel 1737. Su questo palco si sono esibiti, con successo e con fiasco, i più grandi nomi della storia della cultura occidentale antica e moderna.

Esso, inoltre, è un conferimento di dignità sociale che si trasforma in riconoscimento pieno “sociale”, attraverso gli statuti di residenza, di cittadinanza e, quindi, di diritto all’esistenza.

Questi valori, che non solo sono i nostri, ma dell’Europa Unita, vivranno il 28 Maggio al San Carlo di Napoli, quando i cori canteranno in un teatro, che ritroverà la sua funzione contemporanea e nel quale la concertistica di Dario Candela, il teatro di Imma Villa con la regia di Carlo Cerciello e il cabaret di Mirko Darar ricongiungeranno funzione, destinazione d’uso e spirito culturale del più bel teatro del mondo, con un pubblico variegato e colorato come l’arcobaleno.

L’esperimento del #teatroincantato coinvolgerà palco e platea in una corale. In questo momento la caduta della quarta scena consentirà a tutti i presenti di divenire parte unica di una rappresentazione in cui le soggettività lasceranno il posto alla coralità, che è simbolo del nostro impegno sociale per la piena integrazione delle differenze in una società caratterizzata sempre più dall’umanità e dal reciproco rispetto e non dalla diffidenza e dall’odio”.

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