NAPOLI – Da giovedì 1 a domenica 4 marzo (giovedì,venerdì e sabato alle 21:00 e
domenica alle 18:00), presso il Nuovo Teatro Sancarluccio, si terrà lo
spettacolo Cyrano Station con Alessandro Balletta, Fortuna Liguori eGaetano Migliaccio, per la regia di Roberto Ingenito.

Sinossi breve

L’amore vive tra i versi dei poeti. Sui guanciali del loro risveglio. Nei pensieri che accompagnano al crepuscolo.
E se l’amore fosse la mera invenzione di un dio beffardo, un bluff, un modo per riempire pagine di libri, appesantire tavole di palcoscenico, giustificare torbidi di stomaco. Se fosse solo “parola”, o molto più
semplicemente menzogna. Se fosse un ritornello scemo, tipo: “sole, cuore e amore”.
Insomma, se l’amore esistesse solo nella voce di chi, capace di accontarcelo, ce lo facesse intendere vero e/o plausibile?
Allora immaginiamo dei poeti, indossare le vesti di un guascone, e iniziare un viaggio, con tanto di fermate e capolinea. Virtuosi della parola, dall’inchiostro sopraffino, duelleranno in singolar tenzone a
colpi di puntuta stilografica. Rilke e Rostand, o Rostand e Rilke, se preferite. E poi il bardo, declamato per errore o forse per amore. E ancora i turbamenti di Vitangelo Moscarda, di Kovalèv e Pinocchio. E
poi un naso, grosso, “maledetto”, testimone di un amore impossibile ma terribilmente reale, emblema letterario della menzogna, ma anche rivelatore di verità.
Dei poeti, dunque, e un naso. Un’ ispirata passeggiata tra le righe, i racconti, i versi di poeti profondamente innamorati o tremendamente bugiardi.

Note di Regia

Perchè Cyrano? Perchè ancora Cyrano? L’idea nasce da una precisa volontà: quella di “tradire”. Il tradimento come unica operazione possibile difronte ad un opera di questa bellezza. Un testo, di per se perfetto, può solo essere “contaminato” e così le parole di Rostand vengono “macchiate”, “strappate”, aggiunte e sottratte, capovolte e sostituite con i versi di poeti (e non solo), che hanno trattato con la stessa passione il tema dell’amore. Spogliato da tutti gli antagonisti proposti dall’autore, Cyrano diventa unico nemico di se stesso. Il naso, la sua arma e la sua scusa, il suo alter ego, limite e vanto, appendice da combattere e difendere. Sulla scena nuda, un letto e tre attori, tre Cyrano, tre nasi enormi, in quella atavica ricerca dell’uomo di trovare una falsa verità o una vera menzogna in cui perdersi.

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