NAPOLI Glob(e)al Shakespeare è la più recente produzione della Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini. Il progetto, ideato da Gabriele Russo, mira ad  affermare l’universalità del teatro coniugando l’essenza atemporale dell’opera di Shakespeare con temi e linguaggi della scena contemporanea: 6 opere del grande drammaturgo vengono proposte in 6 riscritture realizzate per l’occasione dai più innovativi autori del panorama odierno e portate in scena da 6 registi e un cast di 52 attori, in un’allestimento unico realizzato “alla maniera” di Shakespeare. Infatti, partendo da una concezione dinamica dello spazio teatrale, in occasione di Glob(e)al Shakespeare la struttura all’italiana del Teatro Bellini viene modificata, guardando all’assetto a pianta centrale del Globe Theatre di Londra, il teatro del Bardo: la sala viene privata delle poltrone centrali e la scena collocata al centro della platea, riducendo sensibilmente la distanza tra pubblico e attori. Per evocare la commistione di linguaggi propria del teatro secentesco (in cui convivevano lo stile “alto” e quello “basso”), ogni sera vanno in scena una tragedia e una commedia che dialogano tra loro come se fossero due atti dello stesso spettacolo che, a sua volta, è strettamento connesso con il resto del progetto, con cui condivide identità e spazio scenico.

Glob(e)al Shakespeare è andato in scena lo scorso giugno nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia 2017, un debutto che Alessandro Toppi, in un bell’articolo su Il Pickwick, racconta così: «Nei primi tre giorni del Napoli Teatro Festival il Bellini è diventato uno spazio elisabettiano. E il pubblico in questi tre giorni ha assistito a sei spettacoli, due per sera, e ha colmato la sala dalla prima panca all’ultima sedia del loggione restando dalle tre alle quattro ore ogni volta; ha fatto pausa rimanendo in platea e così assistendo all’adeguamento del palco operato dai tecnici tra uno spettacolo e uno spettacolo oppure chiacchierando nei corridoi o ancora uscendo in foyer, varcando l’uscita, respirando il fresco serale prima di tornare di nuovo in platea, dove ha vissuto eventi e sentimenti in continua alternanza tra loro: la bramosia crudele di Potere e la comicità dello scambio di persona; la violenza dello stupro e i desideri licenziosi di due signore “perbene”. Non solo: il pubblico ha osservato che la botola in cui si accumulava la terra per la sepoltura di un imperatore è diventata un bacile per la raccolta del sangue; ha notato attori in più vesti, passati di ruolo in ruolo e di commedia in tragedia; si è confrontato con temi in comune e in contrasto e con stili di regia differenti; ha inteso dialetti prima e dopo aver ritrovato il lessico di Shakespeare; ha viaggiato dalla Roma di Giulio Cesare alla New York anni Trenta per tornare, dopo essere stato in Sicilia, Boemia e chissà dove, di nuovo a Roma con Tito Andronico. Arrivata la mezzanotte, terminati gli applausi, il pubblico è uscito rimanendo a lungo fuori al Bellini: più a lungo di quanto accade di solito durante il resto dell’anno. Dovrebbe bastare questo non voler tornare subito a casa per farci comprendere che Glob(e)al Shakespeare è stato qualcosa di diverso: un’esperienza, più che una serie di messinscene poste in accumulo. Si è trattato di vivere un’offerta inedita per modalità di fruizione: la durata di ogni serata, la successione di due trame, la diversità della proposta stilistica e la possibilità dell’immediato confronto qualitativo, la continua alternanza di comico e tragico sono fattori che hanno contribuito a destabilizzare positivamente lo spettatore, riducendone la propensione all’abitudine, sollecitandone la curiosità, l’attivismo partecipativo, il desiderio di vedere ancora, di esserci anche domani».

Nel mese di ottobre, dal 3 al 26, Glob(e)al Shakespeare andrà di nuovo in scena al Teatro Bellini annullando la distanza tra epoche e linguaggi e quella fisica tra attori e interpreti, restituendo così al teatro la valenza di rito collettivo: un unico flusso di emozioni unirà, nello stesso istante, attori e spettatori.

Calendario

 Dal 3 all’8 ottobre e il 25 ottobre

Racconto d’inverno/Otello

Dal 10 al 15 ottobre e il 26 ottobre

Giulio Cesare/Una commedia di errori

 Dal 17 al 22 ottobre e il 24 ottobre

Tito/Le allegre comari di Windsor

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