NAPOLI – Da martedì 24 a domenica 29 ottobre torna in scena nella sala dove debuttò con successo a gennaio del 2015 l’allestimento teatrale di La morte della bellezza di Giuseppe Patroni Griffi su drammaturgia e regia di Benedetto Sicca, che ne è anche interpete nel ruolo di Lilandt, insieme a Francesco Aricò nel ruolo di Eugenio.

Dal Ridotto del Mercadante lo spettacolo inaugura una breve tournée che dopo Napoli toccherà Viterbo, dove sarà in scena al Teatro dell’Unione a novembre ospite del Festival Quartieri dell’Arte 2017 e Bari, al Teatro Kismet a dicembre.

La morte della bellezza è considerato il romanzo capolavoro di Giuseppe Patroni Griffi. Narra la storia romantica e crudele, tenera ed erotica tra due giovani ragazzi turbati da un’irresistibile attrazione fisica e sentimentale. La vicenda è ambientata a Napoli nello scenario desolante di una città in guerra, dove divampa l’amore tra Lilandt, un insegnante italo-tedesco rimasto solo, dopo la morte dei genitori, ad abitare una grande villa ormai in sfacelo, e Eugenio, un bellissimo liceale napoletano. E’ scritto nel destino che i due debbano cercarsi nella città devastata e trovarsi nelle pieghe del loro essere. Nelle pagine del libro la storia della passione giovanile si intreccia con la descrizione di una città ferita e in lotta per la vita.

«La morte della bellezza – si legge nelle note di Benedetto Sicca – non si può mettere in scena, non si può “adattare” e non si può ridurre. La morte della bellezza si deve leggere. Però lo si deve leggere! Per conoscere la limpidezza e la preziosità con cui Peppino Patroni Griffi (chiamarlo Giuseppe sarebbe fargli un torto, soprattutto per chi lo ha conosciuto) ha narrato le vicende di Eugenio e Lilandt, ha raccontato il loro amore ed ha attraversato l’oscenità con un linguaggio così alto ed aulico da renderla lirica e, sopra tutto, normale. Il romanzo è, infatti, anche un dialogo tra l’autore ed un modo di vivere la sodomia e l’amore omosessuale pieno di sensi di colpa, di paure e di complessi di inferiorità rispetto all’amore, così detto, normale».

Le scene dello spettacolo sono di Luigi Ferrigno; il disegno luci di Marco Giusti, i video di Alessandro Papa. Una produzione Ludwig – officina di linguaggi contemporanei e Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale

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