NAPOLI – Inizia con ‘Love/Hate Open 2017’ di e con Anna Dego e Alessandro Mor, martedì 6 giugno al Cortile delle Carrozze di Palazzo Reale, la sezione Osservatorio del Napoli Teatro Festival Italia, diretto da Ruggero Cappuccio e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival presieduta da Luigi Grispello.  LOVE/HATE è l’ultima creazione di Anna Dego e Alessandro Mor. I due artisti si incontrano artisticamente nello spettacolo Tango barbaro di Copi (del 1995) diretto da Elio De Capitani con le coreografie di Adriana Borriello, che segna per entrambi la svolta verso il linguaggio della danza. Da allora, alternando lavori in coppia a creazioni autonome, il percorso artistico della compagnia Dego/Mor continua oggi con lo spettacolo LOVE/HATE, (disegno luci Stefano Mazzanti ed elaborazioni musicali Carlo Dall’Asta) ancora una volta tra teatro e danza: “Abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto nell’estate 2014 – spiegano Anna Dego e Alessandro Mor – partendo da spunti e riflessioni legate all’opera dell’autore americano David Foster Wallace e fin dall’inizio ci siamo avvalsi per le musiche del compositore e musicista giapponese Ryuichi Sakamoto. Ci interessa la sua eclettica capacità di spaziare tra generi diversissimi, di trovare analogie tra mondi diversi, senza perdere la propria bussola artistica. Ci interessa il suo concetto di Duty Free Music, in altre parole una musica libera da doveri. Ci siamo concessi tutto il tempo necessario affinché il lavoro potesse prendere corpo un poco alla volta, lavorando attraverso una serie di tappe che ci hanno portato a novembre del 2015, a presentare il primo studio, Interno, nel Festival Quasi solo 2015, a Brescia”.  LOVE/HATE – Open 2017 si svolge in un interno, tra un tavolo, due sedie e un attaccapanni, dove un uomo e una donna in procinto di uscire si trovano catapultati, loro malgrado, nel gioco. Un uomo con la passione per le grandi battaglie del passato, ordina, allinea, passa in rassegna la propria collezione di bossoli. Una donna con un passato di battaglie d’azienda, indugia al tavolo per illustrare a immaginari conferenzieri i segreti del successo. I due sono in procinto di uscire: in silenzio si mettono il cappotto, si allacciano le scarpe, flussi di pensieri li attraversano.  Lo spettacolo si ispira al saggio di David Foster Wallace Il tennis come esperienza religiosa e al lavoro dell’antropologa e fotografa salernitana Annabella Rossi. Dall’autore americano, si riprende la visionaria celebrazione del tennis che diventa metafora dell’incontro con l’altro e della lotta contro se stessi. L’antropologa dà vita invece al ritratto di un’umanità in cui il corpo è espressione dell’anima e si abbandona alla mente, ricercando nei ricordi ancestrali le proprie pulsioni. «Lo spazio si trasforma – spiegano Dego e Mor – e il tempo si dilata: il mondo reale sfuma in quello immaginario. Di colpo sono in gioco».

Biglietti Intero euro 8, Ridotto Under 30 – Over 65 euro 5. Info: www.napoliteatrofestival.it

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