NAPOLI – Milano e Napoli insieme per l’Europa, nel segno di un concerto che unisce due importanti identità culturali italiane nella loro ricchezza. Un evento che non poteva non trovare casa presso la domus di tutti i milanesi e dei milioni di fedeli e di visitatori che ogni giorno ne abitano la bellezza: il Duomo.
Nella cornice della grande Cattedrale milanese, sabato 3 giugno 2017 alle ore 21.00, la Veneranda Fabbrica offrirà alla città una straordinaria serata, aperta a tutti: l’Orchestra e il coro del Teatro di San Carlo, diretti dal Maestro Zubin Mehta, presenteranno uno dei lavori più conosciuti del repertorio sinfonico di Ludwig Van Beethoven, la Sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra Op. 125
L’evento si svolge sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo ed è patrocinato da Arcidiocesi di Milano, Camera dei Deputati, Regione Lombardia, Regione Campania, Comune di Milano e Comune di Napoli.
Questa idea nasce durante il grande evento di Expo: quando le sapienti mani degli artigiani della Fonderia Nolana Del Giudice hanno forgiato la copia della Madonnina che ha accolto i visitatori dell’Esposizione, è stato quasi impossibile non immaginare un momento successivo per celebrare quest’incontro nel solco del linguaggio universale della musica che unisce e che parla al cuore di tutti. Una risposta all’invito che scaturisce dalle braccia della Vergine spalancate per abbracciare il mondo. Un entusiasmo nello stare insieme che oggi la Fabbrica ed il Teatro San Carlo intendono richiamare e portare lontano, fino in Europa, facendo risuonare tra le alte volte del Duomo un gioioso inno alla pace.
Sin dalle sue origini, infatti, la grande Cattedrale milanese fu il primo grande cantiere dell’identità europea, luogo di incontro e di dialogo tra saperi e maestranze provenienti da ogni Paese del continente. Grandi ingegneri, architetti, scultori, poeti e musicisti hanno lasciato il loro segno nella storia di questo monumento che a sua volta è stato punto di riferimento spirituale e morale, oltre che simbolo civico e identitario a Milano e nel panorama mondiale.

La musica di Beethoven, con il magnifico Inno alla Gioia – simbolo dell’Europa in armonia, richiama i valori forti della vita e riafferma il valore dell’accoglienza.
«Il cammino della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano nella storia è una vera e propria rappresentazione di quello europeo. I cantieri della Cattedrale si sono nutriti di esperienze e di talenti provenienti da tutto il continente ed è la forza di questo percorso che oggi sentiamo il dovere di richiamare e di riaffermare, esortazione al dialogo tra tutti gli uomini e le donne di buona volontà che abitano un tempo in cui tali valori sono messi in discussione. Quale migliore composizione poteva esprimere tutto questo se non la Sinfonia n. 9 di Beethoven? Siamo profondamente grati al maestro Zubin Mehta per avere accolto il nostro invito ed onorati che l’Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo, guidati dalla Sovrintendente Rosanna Purchia, abbiano immediatamente accettato con entusiasmo questa sfida che presenta anche grandi complessità tecniche. Un evento cui – è giusto dirlo – il Prof. Gianni Baratta, Direttore Generale della Fabbrica, scomparso lo scorso 23 marzo, ha lavorato fino all’ultimo con la competenza, la determinazione ed il coraggio che ha saputo sempre mettere in ogni progetto. A lui dedicheremo l’iniziativa: un’idea che è stata condivisa fin da subito anche con il Maestro Mehta» – sono le parole di Mons. Gianantonio Borgonovo, Presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano.
Questa la riflessione di Rosanna Purchia, Sovrintendente della Fondazione Teatro di San Carlo: «Non posso nascondere il mio orgoglio e la mia emozione, da Sovrintendente del Teatro di San Carlo, per questo appuntamento, che vede la nostra Orchestra e il nostro Coro, capitanati da Zubin Mehta, da un anno Direttore Musicale Onorario del Massimo napoletano, eseguire a Milano, città dove ho vissuto e lavorato per trent’anni, la Nona Sinfonia di Beethoven, tra i brani in assoluto più noti al mondo, data la bellezza ineguagliabile e il profondo significato che Beethoven, a sigillo di una vita e di una poetica umanamente coerenti, volle imprimervi; un Inno alla gioia, sui versi di Schiller, Inno della Comunità Europea, non a caso scelto in occasione di un Concerto per l’Europa, fortemente voluto e programmato, per il 630simo anniversario dalla fondazione della Veneranda Fabbrica, dal Prof. Gianni Baratta, cui va il nostro ricordo, una devota amicizia e al quale dedichiamo questo concerto. Un’occasione covata, studiata e meditata da più di un anno. Proprio un anno fa entravo in questi magnifici archivi, e annunciavamo con il Maestro Mehta data e repertorio di quanto ascolteremo presto in Duomo. Non poche sono state le difficoltà sopraggiunte, ma ciascuna è stata ampiamente superata, soprattutto grazie al magnifico ponte che si è istaurato in questi mesi tra Milano e Napoli, tra la Lombardia e la Campania; un legame non scontato, tra istituzioni e regioni solo apparentemente distanti, che ora viene siglato a vanto delle energie e della passione che tutti noi abbiamo riversato in questo progetto. Si tratta di un primo grande appuntamento, che segna il cammino che stiamo intraprendendo con il Maestro Mehta per far conoscere, al di fuori delle mura canoniche del San Carlo, il lavoro quotidiano che le nostre maestranze e i nostri eccellenti complessi artistici stanno svolgendo. Una crescita artistica che è testimoniata da tanti consensi, spesso inaspettati, o al di sopra di quanto atteso, e dall’accoglienza da cui siamo sopraffatti in ogni trasferta. Non posso dunque non terminare, con il pensiero teso al Duomo, dove tra poche settimane suoneremo, e ripensare ai versi di Schiller, che ispirarono Beethoven per questo capolavoro».
La parola al Direttore Maestro Zubin Mehta: «Dopo la Missa Solemnis in re maggiore, del 1822, la Nona Sinfonia o Sinfonia corale op. 125, in re minore, eseguita per la prima volta a Vienna il 7 maggio del 1824, è una delle creazioni più alte ed irraggiungibili di Beethoven. Vi troviamo la sintesi di tutte le esperienze musicali e spirituali, ricercate ed espresse nelle precedenti sinfonie e nelle sonate, in un cammino sinfonico e cameristico parallelo. Una composizione che giunge quasi al termine della vita di Beethoven. Per chi l’ascolta è sempre la rivelazione di un messaggio affine a quello che ritroviamo anche nel Fidelio, opera antecedente (1805), ma già foriera e portatrice di ideali beethoveniani, etici ed estetici, molto ben definiti. Beethoven vi lavorò per molto tempo, al 1799 risalgono già i primi abbozzi. Il pathos della Nona Sinfonia culmina nel An die Freude (Inno alla gioia), apoteosi di una visione universale di fratellanza e liberazione da quanto opprime l’uomo, dove la musica si staglia sui versi di Schiller, sui quali intervenne lo stesso Beethoven, che ampliò il testo dell’ode originaria del poeta; il messaggio più profondo, oggi più che mai attuale, narra la vittoria dello spirito contro il terrore. L’ho eseguita innumerevoli volte, nel 2008 con l’Orchestra ed il Coro del Teatro di San Carlo congiunta all’Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino; sovente mi è capitato di unire orchestre, cori o complessi di provenienza diversa; quell’esperienza, in Piazza del Plebiscito, a Napoli, fu indimenticabile, come sarà il nostro appuntamento, con l’Orchestra e il Coro del San Carlo, in Duomo, il prossimo 3 giugno, che dedichiamo a chi è stato ideatore e promotore di questo concerto: il Prof. Gianni Baratta»

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