NAPOLI – Torna al Teatro di San Carlo a partire dal prossimo 9 aprile, ore 19.00, in quattro repliche fino a sabato 15 aprile, Elektra di Richard Strauss (1864 – 1949), allestimento premiato nel 2003 con l’Abbiati per il miglior spettacolo dell’anno “per l’intensità poetica della regia di Klaus Michael Grüber, e la straordinaria presenza come scenografo-costumista di Anselm Kiefer, che ha ambientato la vicenda in una sorta di monumentale relitto di Grecia Industriale di straordinario impatto visivo e penetrante efficacia tragica”.

Lo spettacolo segna anche il debutto, in qualità di Direttore Musicale Principale del Teatro di San Carlo, di Juraj Valčuha.

La regia di Klaus Michael Grüber è ripresa da Elena Hammer.

Nel cast Elena Pankratova nel ruolo della protagonista Elektra, in alternanza (11 e 13 aprile) con Sabine Hogrefe, Renée Morloc sarà Clitennestra, Egisto avrà la voce di Michael Laurenz e a vestire i panni di Oreste sarà Robert Bork (la locandina completa a margine).

 Elektra per il San Carlo segna la prima scenografia operistica di Anselm Kiefer. Una struttura semplice sul palcoscenico, ma dalla forte potenza evocativa, che racchiude in nuce una prima poetica dell’artista tedesco, a lungo misuratosi con i temi della cultura storica e antropologica del proprio paese, quella Germania uscita in macerie, materialmente e umanamente, dall’esperienza del Terzo Reich e del secondo conflitto mondiale.

Tre grandi container si allargano verso l’alto, con delle porte che si aprono sul fondo. Al livello più alto le porte sono tre, al terzo due, al secondo e al primo una. Al di là delle porte il destino e la morte, al di qua i ricordi, le forze e le aspettative. Su questa scena muta, scarna e sempre identica a se stessa, si stagliano personaggi monolitici, con i loro imponenti costumi, scolpiti in cartongesso.

La presenza di Anselm Kiefer a Napoli si rinnova sempre con grande attesa ed entusiasmo: quest’anno, la regia di Klaus Michael Grüber è ripresa da Elena Hammer, l’acclamato ritorno del grande artista tedesco al San Carlo, grazie alla collaborazione con la Galleria Lia Rumma che lo rappresenta da quasi trent’anni, fa seguito al successo del 2004, anno in cui Gioacchino Lanza Tomasi lo invita per la prima volta a realizzare la scenografia e i costumi dell’Elektra.

Opera in un atto, tratta dalla tragedia omonima di Sofocle, su libretto di Hugo von Hofmannsthal (1874-1929), Elektra fu composta da Richard Strauss (1864 – 1949), durante il suo periodo espressionista.

Dopo il grande successo di Salome (1905), Strauss scelse come soggetto Elektra di Sofocle, riscritta per le scene tedesche da Hugo von Hofmannsthal, cui ebbe modo di assistere a Berlino, nel 1903, con la stessa attrice protagonista di Salome, Gertrud Eysoldt.

Elektra, op. 58, fu composta tra luglio e settembre del 1908, ed avviò una collaborazione, quella tra Strauss e Hofmannsthal, destinata a produrre altri capolavori, in un arco temporale di quasi un quarto di secolo (1909-1933): Der Rosenkavalier (1911), Ariadne auf Naxos (1912), Die Frau ohne Schatten (1919), Die ägyptische Helena (1928) o Arabella (1933).

Il libretto del drammaturgo austriaco mantiene, in linea di massima, lo svolgimento della tragedia sofoclea (databile 420-410 a.C.); i caratteri dei personaggi risultano però sviluppati e rivelati, e in particolar modo quello della protagonista, attraverso interpretazioni psicanalitiche, per l’epoca pionieristiche.

La prima rappresentazione avvenne all’Opera di Dresda il 25 gennaio 1909, il successo arriverà però soltanto l’anno seguente, nel febbraio del 1910, con il debutto al Covent Garden di Londra.

La trama è tratta dalla saga degli Atridi e l’episodio narrato è ambientato a Micene, negli anni che seguirono il rientro degli eroi dalla Guerra di Troia e l’uccisione di Agamennone. L’argomento, molto popolare al tempo di Sofocle, venne messo in scena, quasi in contemporanea anche da Euripide.

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