SANTA MARIA CAPUA VETERE (CASERTA) – Va in scena l’ultima replica Aspettando San Gennaro a cura dei ristretti della Casa Circondariale di Arienzo e del progetto “Oltre le mura”, questa sera alle ore 19.00 presso il Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere.

I ristretti della Casa Circondariale di Arienzo ritornano in scena con “Aspettando San Gennaro” per l’ultimo atto del progetto “Oltre le mura”, finalizzato all’inclusione sociale, sostenuto dal CSV ASSO.VO.CE con il Bando della Microprogettazione sociale 2014/2015. Lo spettacolo è stato realizzato interamente dai ristretti, a partire dalla scrittura fino alla messa in scena, ed è stato rappresentato in anteprima ad Officina Teatro di Caserta e successivamente a Lusciano con una mattinata per le scuole e alla Fondazione Leo Amici per i ragazzi con le problematiche legate alla tossico dipendenza.
La voglia di poter regalare un’esperienza culturale ed emozionale, la necessità di dare alcuni mezzi adatti alla redenzione a persone in riabilitazione e la convinzione che attraverso il teatro si può giungere ad una catarsi, ha spinto il regista e attore Antonio Perna a portare in scena “Aspettando San Gennaro”. “Ambientare i due protagonisti\cavie in una gabbia”, racconta il regista, “mi è sembrata la scelta più vicina alla loro condizione umana che quotidianamente loro sentono addosso”. La speranza nel cambiamento, a volte forte a volte lontana, ha portato gli autori/detenuti alla realizzazione del testo, in parte modificato attraverso improvvisazioni o concetti più vicini agli attori. Testo allargato dalla presenza di un membro della comunità islamica, che ha portato ad inserire la questione musulmana, carnefice da un lato di episodi tristemente noti e vittima dall’altro nella discriminazione dei popoli e delle religioni che si trovano a condividere lo stesso paese. Il tutto viene espresso quasi sempre nella lingua napoletana, lingua vicina agli interpreti, permettendo loro di essere totalmente sinceri, donandoci un sorriso per poi, come nei classici della nostra tradizione, lasciare l’amaro in bocca. Le scenografie e i costumi sono realizzati dagli stessi detenuti attraverso il laboratorio dell’esperta Teresa Papa che spiega: “L’elemento predominante della scena è la gabbia, simbolo di una vita che soffoca e non ci rende liberi. I costumi surreali e onirici ci rimandano a fiabe, animali, giochi… e ci ricordano la vera natura dell’uomo. Un gioco di colori e di simboli che ci consentono di cercare la chiave della nostra gabbia, perché esiste, ed è nella nostra mente”.
L’opera teatrale è la storia di due personaggi chiusi in una gabbia che aspettano un eventuale cambiamento. La società li osserva e commenta dall’esterno. Tra questi due mondi, un islamico cerca di inserirsi. “Aspettando San Gennaro”, nato da un laboratorio di scrittura teatrale con i ristretti della Casa Circondariale di Arienzo a cura di Gaetano Ippolito, punta lo sguardo sulla situazione che quotidianamente si trovano a vivere i detenuti: chiusi in una cella in attesa di un cambiamento che deve partire da loro, e che a volte viene ostacolato da loro stessi e da qualche componente della società che con parole o azioni inconsapevolmente li trasforma e ci trasforma in bestie chiuse in gabbia. Di fondo la credenza di aspettare che il cambiamento arrivi dall’alto, cosa che quasi mai accade e che catapulta i protagonisti, al momento della verità, al dover prendere una decisione, una decisione di azione o di attesa.
Il testo è liberamente ispirato ad “Aspettando Godot” di Samuel Beckett.

Dichiara il curatore del progetto: «Lavorare insieme ai ristretti  della casa circondariale di Arienzo ha rappresentato un vero viaggio denso di significato. Si è trattato di un percorso dove il vero obiettivo è stato il viaggio interiore che ognuno di loro, di noi, ha compiuto: dall’ elaborazione dell’idea alla realizzazione del testo, passando per lo studio dei personaggi. Un viaggio realmente “maieutico” nel quale ognuno di noi, in relazione con l’altro, ha avuto la possibilità di conoscersi e di “tirar fuori” quanto neanche immaginava di essere. Un viaggio che, probabilmente, sarà viatico per un nuovo percorso: c’è già chi, come Fabio Allegretto, ha intenzione di  continuare a sperimentare il suo talento attoriale anche ” Oltre le mura”. Del resto questo è il messaggio che già è arrivato alla sensibile attenzione del pubblico che, in questo viaggio, in ogni tappa, ha seguito la messa in scena dello spettacolo apprezzando l’evidente desiderio di cambiamento e di riscatto morale di ognuno dei protagonisti. Credo che, per i nostri attori, sarà molto forte l’emozione di poter portare “Aspettando San Gennaro” sul palco dello storico Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere: un’opportunità di concreta ribalta per chi, come loro, ora riesce a credere nell’attesa di un Godot, alias San Gennaro, foriero di una vera nuova vita. Magia del teatro…chissà».

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