NAPOLI – “Laddove si spara e si vive di droga, noi vogliamo colpire le anime delle persone con la bellezza e spacciare cultura, dimostrando che può essere un’esperienza altrettanto inebriante”. Con queste parole i fondatori del Nest presentano un progetto che mira a portare il Teatro nei luoghi simbolo della periferia est della città. La cultura diventa viatico per risanare il tessuto sociale. L’idea è quella di creare un anfiteatro urbano in periferia: lo spettacolo irrompe nei luoghi del quartiere, nella speranza che si formino capannelli di persone a guardare la scena e che glli intervenuti crescano a misura di anfiteatro.

Liberamente tratto dalla sceneggiatura della Banda degli Onesti di Age e Scarpelli, “Gli Onesti della Banda” è una spericolata riscrittura di Diego De Silva e Giuseppe Miale Di Mauro, con Ivan Castiglione, Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, Irene Grasso, Adriano Pantaleo, Luana Pantaleo, con la partecipazione di Ernesto Mahieux  e con i ragazzi del laboratorio #Giovani’ONest.

Lo spettacolo irrompe nei luoghi del quartiere, messo in scena nel Cortile della “46” del Rione Villa di San Giovanni a Teduccio, conosciuto per numerosi casi di criminalità. Protagonisti anche i ragazzi del laboratorio, creato in occasione del progetto Quartieri di Vita, coinvolti in un percorso di formazione in vista della realizzazione dello spettacolo.

Prodotto da Nest Napoli est teatro in collaborazione con le Nuvole/Casa del contemporaneo, protagonisti de Gli onesti della Banda sono

Tonino, laureato a pieni voti che, non trovando lavoro, decide di ereditare la portineria del defunto padre e il suo migliore amico Peppino, che gestisce la tipografia di famiglia, attanagliato dai debiti dopo aver comprato nuovi macchinari. L’amministratore del palazzo in cui Tonino lavora è il ragioniere Casoria, uomo sempre in bilico tra legalità e illegalità, che attenta continuamente all’onestà del giovane portinaio…

Note di regia 

“Abbiamo deciso di ritornare a una tematica che ci appartiene – racconta Giuseppe Miale Di Mauro – torniamo a occuparci di camorra, ma tenendo ferma la necessità di ricercare altri codici, più moderni e meno realistici. Abbiamo pensato che la leggerezza potesse essere un modo nuovo di affondare l’occhio nel reale, di raccontare i meccanismi malavitosi che attanagliano la società, facendo in modo che il pubblico percepisse certe dinamiche come universali. La strada della commedia brillante ci è sembrata rispondere a queste esigenze e per fare in modo che la nostra commedia mantenesse uno spessore anche di indagine sociale, abbiamo chiesto ad un grande scrittore come Diego De Silva di collaborare al progetto”.

Nasca teatri di Terra

IL BARBONAGGIO TEATRALE

Club 27

di e con Ippolito Chiarello testi di Francesco Niccolini

Un uomo radio. Un palchetto e un mixer. Un microfono per la radio.

6 storie. 6 miti, quelli del rock, esattamente quelli del Club 27.

23 giugno piazza San Domenico, Napoli dalle 18 alle 20 e 24 giugno piazza San Giovanni Battista, San Giovanni a Teduccio dalle 20 alle 22

venerdi 23 e sabato 24 giugno

Ad animare il quartiere anche il Barbonaggio teatrale con Club 27 di e con Ippolito Chiariello che propone i suoi spettacoli il 23 e 24 giugno per strada, presso Piazza San Domenico a Napoli (18-20) e Piazza San Giovanni Battista a San Giovanni a Teduccio (18-20), vendendoli a pezzi con un listino.

 

Un uomo radio. Un palchetto e un mixer. Un microfono per la radio. 6 storie. 6 miti, quelli del rock, esattamente quelli del Club 27.

Il barbonaggio teatrale continua a raccontare storie, cercando una relazione sentimentale tra artisti e pubblico, fuori dalle regole e fuori dalle logiche spesso asfittiche del sistema teatrale. Il barbonaggio è sempre stato rock, oggi più che mai. Racconti, canzoni, parole, dediche, tutto intrecciato e soprattutto intriso delle storie delle star esplose in cielo (o agli inferi), nel loro ventisettesimo anno di età: Jimi Hendrix, Kurt Cobain, Robert Johnson, Jim Morrison, Amy Winehouse, e tutti gli altri del club.Uno speaker radiofonico è on air su WOLF RADIO solo per i presenti. Per il tempo di un racconto, per regalarci ancora una volta la storia dei nostri miti, quelle leggende del rock di cui sappiamo forse tutto ma che abbiamo voglia di ascoltare ancora una volta.One more time, come i bambini che ogni sera hanno bisogno delle stesse fiabe per addormentarsi. Così noi “adulti” ci fermiamo per strada ad ascoltare le storie dei miti del rock per andare avanti, per non cedere al compromesso quotidiano, illudendoci anche noi che sia “meglio ardere in un’unica fiamma piuttosto che spegnersi lentamente” (Kurt Cobain).

Non resta che decidere quale storia ascoltare, comprarla, indossare un paio di cuffie e lasciarsi andare… alla musica, ai racconti, all’atmosfera del Club 27.

Sul barbonaggio

Il Barbonaggio Teatrale è una modalità di proposta artistica che si ispira all’esperienza di Ippolito Chiarello, che propone i suoi spettacoli, oltre che in teatro, anche per strada o luoghi non teatrali, su un palchetto, vendendoli a pezzi.

L’artista ha stabilito un prezzo per ogni porzione del suo spettacolo (l’esperienza è nata proprio con il fortunato spettacolo FANCULOPENSIERO STANZA 510 e prosegue con le nuove produzioni), ha fatto un listino e lo distribuisce al pubblico di passaggio. lo spettatore sceglie il pezzo che vuole sentire, lo paga e l’artista si esibisce, cercando anche di spiegare il senso di questa esperienza. Un atto d’amore verso il pubblico. Un atto simbolico per rimettersi in contatto con la gente e creare nuove platee. Un atto politico per affermare che gli artisti sono dei lavoratori come tutti gli altri.

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