NAPOLI – Lo spettacolo, scritto e diretto da Davide Sacco, ispirato alla farsa di Antonio Petito “Tragedia a vapore”, più nota come “Francesca da Rimini”. In questa versione, però, la vicenda viene ambientata in un circo di periferia destinato a chiudere i battenti. La crisi, entrata con prepotenza nel tendone del circo, impone a giocolieri, danzatrici aeree, trampolieri e circensi tutti di adeguarsi alle circostanze e giungere a un compromesso col partito al potere: se la compagnia degli Incornati metterà in scena la “Francesca da Rimini”, grande tragedia di Silvio Pellico, le verranno garantite le sovvenzioni che le permetteranno di sopravvivere.

Già dal suo ingresso in platea, lo spettatore si ritrova a stretto contatto con circensi e attori già all’opera tra una poltroncina e l’altra, venendo immediatamente lanciato nel mondo colorato e nostalgico del circo. Non tutto, però, va come deve andare e nonostante l’impegno degli artisti, la “Francesca da Rimini” reinterpretata si trasforma in una sequenza di esilaranti gaffe e fraintendimenti.

A coinvolgere lo spettatore, oltre ad attori e circensi ci sono i musicisti che con chitarre, trombe, tamburi e tamburelli lo accompagnano di scena in scena attraverso le canzoni originali scritte da Sacco, Cantalamessa e Viviani.

Alla messa in atto della Francesca da Rimini si alternano le storie dei tre circensi, tre fragilità di esseri umani ognuno col proprio passato e con i propri rifiuti, che hanno trovato nel circo, parafrasi dell’arte, la loro normalità.

Lo spettacolo, attraverso toni leggeri e surreali, vuole raccontare una generazione di artisti che non trova nella Politica e nelle Istituzioni il sostegno adeguato per crescere e sopravvivere nel proprio Paese ed è costretta a partire per poter esprimere la propria arte. Come sottolineano le parole dell’assistente dell’assessore proprio al termine dello spettacolo: “Quando la bestia diventa il domatore, quella è la crisi”.

LASCIA UN COMMENTO