NAPOLI – In concomitanza con la messa in scena di Manon Lescaut, capolavoro di Giacomo Puccini in programma al Massimo napoletano, dal 15 al 21 giugno, in una nuova produzione firmata Davide Livermore, con Daniel Oren sul podio, e sull’onda delle emozioni suscitate dal recente sbarco nel porto di Napoli di 1500 di migranti stipati a bordo di una nave, la “Vos Prudence”, che in realtà poteva contenerne solo la metà, la Direzione Marketing del Teatro di San Carlo, insieme a numerose associazioni, tra cui Casa Ruth, promuove #MA_NON, iniziativa volta sensibilizzare l’opinione pubblica su un problema di cui si parla poco: lo sfruttamento delle donne nigeriane nel mercato italiano della prostituzione.
Una vera e propria tratta delle schiave, che giungono nel nostro Paese attraverso delle rotte chiamate pipeline nella speranza di trovare accoglienza e la possibilità di costruirsi una vita normale e che si ritrovano avviluppate in una spirale di violenza e abusi, degrado e maltrattamenti.
Lunedì 5 giugno 2017, con partenza dal teatro alle ore 17.30, in un itinerario attraverso via Toledo e via Chiaia e martedì 6 giugno 2017, con partenza dalla stazione centrale alle 10.30, in un itinerario che intercetterà il rione Sanità fino ad arrivare al Vomero le allieve della scuola di Teatro dello Stabile di Napoli, diretta da Mariano Rigillo (Anna Bocchino; Elisa Guarraggi; Marilia Testa; Angela Bertamino; Annabella Marotta; Caterina Girasole; Sara Guardascione; Beatrice Vento; Sharon Amato), ed altre ragazze ancora, loro coetanee (Libara Valenzi, Claudia Scuro; Clara Morlino) vestite come Manon (anch’essa deportata come prostituta nelle Americhe), srotoleranno per le strade di Napoli un rotolo di carta, una simbolica pipeline bianca tesa verso un futuro migliore, su cui chi lo vorrà potrà scrivere o riscrivere, utilizzando l’hashtag #MA_NON, le storie e i sogni di queste giovani donne.
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Secondo il Financial Times, la tratta di esseri umani riguarda, ormai, 21 milioni di persone in tutto il mondo. Di queste, circa 4,5 milioni, la maggior parte sono donne, vengono destinate allo sfruttamento sessuale. Si stima che alle donne ridotte alla schiavitù sessuale occorrano fra i tre e i sette anni per ripagare i propri debiti coi trafficanti. Complice anche la rete della criminalità, sono, infatti, costrette a lavorare in strada fino a 15 ore al giorno; devono spesso provvedere da sole a vitto e alloggio e, se non guadagnano abbastanza, vengono picchiate e maltrattate dai loro “protettori” (o “protettrici”).
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Giacomo Puccini
Manon Lescaut
dramma lirico in quattro atti
libretto di Domenico Oliva e Luigi Illica
dal romanzo di Antoine-François Prévost L’histoire du chevalier des Grieux et de Manon Lescaut Torino, Teatro Regio, 1 Febbraio 1893 (versione rivista, Milano, Teatro alla Scala, 7 febbraio 1894)
Direttore | Daniel Oren
Regia | Davide Livermore
Scene | Gioforma e Davide Livermore
Costumi | Giusi Giustino
Video Design | D-wok
Assistente alla regia | Alessandra Premoli
Scenografi collaboratori | Giò Forma Studio Associato
Assistente ai Costumi| Concetta Nappi
Interpreti
Manon Lescaut, Maria José Siri (15, 17 e 21 giugno) / Ainhoa Arteta (16, 18 e 20 giugno)
Renato Des Grieux, Roberto Aronica / Murat Karahan
Lescaut, Alessandro Luongo
Geronte Ravoir, Carlo Striuli
Edmondo, Francesco Marsiglia / David Ferri Durà
Un Musico, Monica Bacelli / Miriam Artiaco
Il maestro di ballo, Cristiano Olivieri
Un sergente degli arcieri, Angelo Nardinocchi
Il comandante di marina, Costantino Finucci
Nuova produzione Teatro San Carlo in coproduzione con il Teatro Liceu di Barcellona e il Palau de las Arts de Valencia
Orchestra e Coro del Teatro di San Carlo






















